BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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La seconda parte dello "stradario di Bagno a Ripoli"... Da Abebe Bikila ad Adone Zoli, passando per Spinello Aretino, Anna Kulishoff e Umberto I di Savoia... Tanti i protagonisti delle storie d'Italia che danno nome a vie e piazze di Bagno a Ripoli.
 
Ottant’anni fa l’Italia fascista varava le leggi razziali, uno dei capitoli più dolorosi della nostra storia. L’antisemitismo diventava discriminazione, esclusione dalla vita pubblica, deportazioni.
Le leggi del 1938 avevano trovato fondamento scientifico nel “Manifesto della razza”, redatto da 10 studiosi fascisti, tra cui un antropologo ripolese.
 
Da via dell'Antella a via del Padule, attraverso via Le Plessis Robinson e piazza della Pace... Nei nomi delle strade del nostro comune è racchiusa una sintesi della nostra storia artistica, economica e politico-sociale. Una sorta di memoria collettiva, scritta su ogni angolo di strada.
 
Una grande tela a olio sopra uno degli altari della Pieve di Antella conserva un'antica vista della pieve e dei suoi dintorni. Quasi una cartolina “spedita” tre secoli e mezzo or sono...
 
Quella che oggi è la chiesa di Sant’Andrea a Candeli fu fin da tempo remotissimo un monastero che sorgeva nel borgo omonimo sulla riva sinistra dell’Arno, all’inizio della strada che sale verso Villamagna.
 
Amori, intrighi, vita di corte... È in onore della granduchessa di Toscana che, a Bagno a Ripoli, la seconda domenica di settembre si disputa ogni anno la Giostra della Stella, giunta all’edizione numero 38.
 
È meglio i’ pane nero che dura, che i’ pan bianco che finisce... 
 
Nella Bagno a Ripoli rurale di non molti anni fa, la stagione della fienagione e della raccolta era accompagnata da riti secolari e propiziatori, come le rogazioni, le invocazioni di Santi e Beati, o le feste quando il grano era ormai nelle balle.
 
Una partita che vale una stagione, almeno per i tifosi. Perché un derby va oltre l'ambito strettamente calcistico, e coinvolge passioni, rivalità, interessi sociali e politici. 
 
«...furono moltiplicate ed ampliate le strade in servigio al commercio, eretti ponti, abbellite e illuminate le città...».
 
La libertà, la ribellione contro l'invasore straniero, gli ebrei perseguitati, Firenze liberata... Sembrano fatti o parole da una storia più recente, ma siamo nel 1799, gli invasori sono francesi e i ribelli sono accampati tra San Donato in Collina ed Osteria Nuova.
 
Una conversazione tra Antonio Massi e Michele Turchi per indagare i rapporti tra il territorio ripolese e Niccolò di Giovanni Fiorentino, indiscusso protagonista della scultura e dell'architettura adriatica, ancora in attesa di un riconoscimento adeguato alla sua statura, su cui hanno pesato a lungo le incertezze documentarie.
 
Un pittore, un abate e un pievano. Prosegue così il racconto di Michele Turchi sui cittadini illustri legati a Villamagna, tra affreschi della Vergine, eruzioni di vulcani e pensieri sopra l'agricoltura (e il vino).
 
«A Villamagna c’è tre meraviglie: una vasca in cima a un poggio, un olivo che fa un baril d’olio e un santo in mezzo a un branco di villan fottuti», diceva un detto ben noto in tutto il circondario quando la cultura contadina era ancora ben viva e presente.
 
Fotografie di pregevole qualità formale, ma soprattutto documenti e testimonianze uniche sulla valle dell’Arno e la sua cultura contadina tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Questa l’eredità che ci ha lasciato Alfredo Bianchi, fotografo “dilettante”.
 
Un affresco nella sacrestia della chiesa di San Niccolò in Oltrarno, a Firenze, ci mostra una veduta della parte più orientale del Pian di Ripoli, tra l’Arno che si staglia al centro della scena e il colle dell'Incontro sullo sfondo. Nel mezzo Candeli, Rimaggio, Villa La Massa, ...
 
Suonerebbe bene dire "tertium non datur..." Invece una terza possibilità gli storici l'hanno avuta, dopo un paio di errori sulle origini di Terzano. 
 
Pubblichiamo in anteprima le note introduttive e il sommario del nuovo volume, il quinto, della serie “Storie di un paese” che Michele Turchi cura dal 1994 col sottotitolo «Indagine sul territorio di Osteria Nuova». La presentazione è prevista nel pomeriggio di sabato 22 p.v. presso l’Ospedale del Bigallo. 
 
Un 'cartolaio' all'alba del Rinascimento, e una villa sui colli di Antella dove si ritirò quando la stampa soppiantò il manoscritto.
 
Michele Turchi ripercorre i giorni della costruzione dell'Autostrada del Sole. Tempi di progresso, di grandi cambiamenti che portavano con sé l'amarezza per una vita, una terra o una casa che se ne andavano.