BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Tessere, cucire, ricamare: il lavoro delle donne tra manifattura domestica e artigianato d'arte

L'economia mezzadrile – che ha caratterizzato Bagno a Ripoli dalla fine del Medioevo fino a tempi recentissimi – si basava sulla famiglia come nucleo produttivo: questa ricavava dal lavoro dei campi appena il necessario per sopravvivere e non di rado era costretta a cercare fonti di reddito al di fuori del podere. Le donne tessevano la tela, allevavano il baco da seta, intrecciavano paglia per cappelli. Più di recente vegliavano a ricamare federe e lenzuoli o se ne stavano chine su un piccolo telaio a ricamare a buratto.

ricamatrici buratto

Questa e altre storie sono raccontate nel quinto volume di Itinerari nelle Cinque Verdi Terre: Intrecci e trame. Tessere, cucire, ricamare: il lavoro delle donne tra manifattura domestica e artigianato d'arte, di Giuliana Righi e Giuseppina Carla Romby, che sarà presentato venerdì 31 maggio 2013, ore 17, presso l'Antico Spedale del Bigallo, in via Bigallo e Apparita 14.

Oltre agli autori sarà presente il Sindaco Luciano Bartolini, che aprirà gli interventi; seguito da Gian Bruno Ravenni, Coordinatore dell'Area Cultura della Regione Toscana, e da Adriana Dadà, Ricercatrice dell'Università di Firenze. Le conclusioni sono affidate al Vicesindaco e Assessore allo Sviluppo Locale Alessandro Calvelli.

buratto telaioUn'immagine del '500 del telaio per il Buratto.Si tratta del quinto volume degli Itinerari nelle Cinque Verdi Terre che suggerisce itinerari artistici in cui l'opera da scoprire ed ammirare non è la tela o la scultura del grande Maestro, ma il prodotto paziente e meticoloso di filatrice, tessitrice, cucitrice e ricamatrice che Intrecci e trame solleva giustamente dall'anonimato dimesso della colonica o dell'aia, riconducendolo alla dignità di professione ed alta competenza.

Il termine buratto sta ad indicare una tela – tessuta con apposito telaio detto a licci – costituita da una rete più o meno rada a seconda della destinazione. Questa rete fa da supporto per un ricamo eseguito con filo colorato od in tinta, di lino o di seta, riempendo i quadrati con punto rammendo, punto tela, punto scritto o lavorando motivi a giorno.

L'uso come rete su cui ricamare sembra essere nata in Sicilia e la sua massima diffusione si ebbe tra il XVI e XVII secolo. All'inizio del '900 questa tecnica di tessitura e di ricamo venne fatta rivivere dalle signore Virginia Nathan (moglie dell'allora sindaco di Roma) e Clara Onori all'Antella. Dette lavoro a molte donne della zona e divenne una lavorazione tradizionale anche dei paesi intorno.

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