BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Un fatto di cronaca avvenuto a Rimaggio nel 1778, raccontato dalle gazzette del tempo tra curiosità e freddo resoconto, ci ricorda che la violenza contro le donne ha una storia secolare. Non un fenomeno “naturale”, sempre e ovunque esistito, ma senz’altro presente nella nostra società, basata sulla diseguaglianza tra uomini e donne. 
 
Alla casa di Emilia Toscanelli, moglie di Ubaldino Peruzzi, "convenivano i più insigni da ogni parte del mondo..." e come la signora Emilia – così semplicemente veniva chiamata – "fu amica di sovrani e sovrane, così fu dei più umili".
 
Balatro, 3 luglio 1919. Sotto la spinta degli alti prezzi e della scarsità dei generi alimentari, oltreché dell’illusione socialista, hanno inizio i moti annonari detti "bocci-bocci", un movimento del sottoproletariato agricolo nato per espropriare le scorte giacenti presso le fattorie e redistribuirle a prezzi di costo.
 
“Un alone di leggenda circonda tuttora questa villa che resero celebre un cardinale gaudente, una diceria popolare di passati scandali e una di quelle stampe che Giuseppe Zocchi disegnò con l’occhio panoramico del cinemascope.”
 
L'acqua dell'Ema, del rio Antella, del Grassina e dell'Arno al Pian di Ripoli nei disegni e negli studi di Leonardo. Quell'acqua che "non ha mai requie insino che si ricongiunge al suo marittimo elemento".
 
Ci sono storie che hanno una sorta di tocco magico, e che lasciano un segno duraturo. Sabato 13 aprile 2019 inaugura la mostra fotografica "Saluti da Grassina".
 
Ancora Leonardo Da Vinci in volo sui colli ripolesi. Questa volta sopra Rusciano, il Paradiso e il Pian di Ripoli.
 
L'Arno, il piano e le colline di Ripoli come apparivano cinque secoli fa, attraverso i disegni che ci ha lasciato Leonardo da Vinci.
 
«Otello Boccaccini è il narciso dei cantanti dell’E.I.A.R. È così convinto di essere bello, e lo è, da specchiarsi nel lucido microfono anche quando trasmette...»* 
 
La "Repubblica di Bagno a Ripoli”... così il Provveditore agli studi appellava il nostro Comune, per descrivere l’indipendenza e la libertà d’azione di cui godeva allora Marcello Trentanove, Direttore didattico dal 1962 al 1990. Vasco Tacconi ripercorre il contributo apportato all'evoluzione dell'attività educativa nel Comune di Bagno a Ripoli.

 
Villa La Selva, campo di internamento civile a Ponte a Ema, aveva tra i suoi internati anche prigionieri maltesi. Ricordiamo la loro storia, dall'avventura a Tripoli fino al lager di Bagno a Ripoli.
 
Tornano con il terzo volume gli scritti ripolesi: quindici autori per Bagno a Ripoli, tra racconti brevi e ricerche sulla storia artistica e sociale del territorio. 
 
Un'ipotesi tutta da verificare... Michele Turchi ha scovato un testo divulgativo inglese, di oltre un secolo fa, secondo cui "Candeli" sarebbe un nome dato dai coloni greci che abitavano questa piccola "città della gola del fiume". 
 
Dopo un primo gemellaggio con una cittadina della periferia parigina (Le Plessis Robinson), da oltre dieci anni abbiamo un nuovo patto di amicizia con una città tedesca, sempre in nome di un'azione comune per la pace, la solidarietà e l'incontro fra i popoli. Cerchiamo di conoscere meglio i nostri gemelli dell'Assia.
 
Ultima testimonianza integra dei numerosi edifici disseminati, dal Medioevo in poi, lungo le rive dell’Arno, le Gualchiere di Remole costituiscono un riferimento unico nel panorama dell’archeologia preindustriale europea.
 
Quando i porti non si chiudevano, sui confini si gettavano ponti e a protezione si metteva anche un'immagine della Madonna. Accadde sul ponte di Vicelli, dove si trova il tabernacolo più importante e meglio documentato della zona. Da troppo tempo «guasto dall’ingiuria del tempo e de malviventi» avrebbe urgente bisogno di un intervento di restauro. Ma, come scrive Michele Turchi, "forse la nostra fretta non lo rende meritevole di una tale attenzione."
 
Nella valle tra il colle dell’Apparita e il valico di San Donato è conservato il primo ponte medievale di pietra documentato nel territorio fiorentino. La struttura dell'arco oggi ha bisogno di restauri, essendo tutta la volta attraversata da una crepa, mentre gli imponenti cantieri per la realizzazione della terza corsia autostradale minacciano ancor più la sua conservazione.
 
Trentasette popoli. Tanti erano quelli che costituivano la Comunità del Bagno a Ripoli, un vero caso di integrazione da far invidia all’ONU (non fosse per le rivalità mai sopite fra Antellesi e Grassinesi...). E un territorio così vasto da comprendere la collina dove oggi siede il piazzale Michelangelo!
 
Chi erano i fratelli Orsi? Quanti di noi conoscono Vincenzo Bartolini e Gaspero Sani, che hanno dato nome a due borghi in quel di Grassina? Ci sono anche donne nello stradario di Bagno a Ripoli? O serviranno le quote rosa per riconoscere un po' di gloria all'altra metà del cielo?
 
«Nel tempo in cui rievocano la Passione di Cristo, i grassinesi, dimenticano pene e rivalità.»