Storie

Odonomastica (2): poeti, pittori, qualche santo... e tanti politici

Da Abebe Bikila ad Adone Zoli, passando per Spinello Aretino, Anna Kulishoff e Umberto I di Savoia... Tanti i protagonisti delle storie d'Italia che danno nome a vie e piazze di Bagno a Ripoli. 

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Odonomastica: le strade del Comune di Bagno a Ripoli
SECONDA PARTE – Poeti, pittori, qualche santo... e tanti politici

Una larga fetta delle strade di più recente intitolazione, comunque minoritaria rispetto al totale (37%), fa riferimento al nome di un personaggio del quale si intende perpetuare la memoria. Il repertorio è vasto e variegato, risultato di un processo di lunga durata che ha attraversato stagioni politiche diverse e fortemente ideologizzate.

Procedendo per categorie, per comodità di esposizione, troviamo in primo luogo i nomi universalmente noti di poeti e letterati come Dante Alighieri (1265-1321), Giovanni Boccaccio (1313-1375), Ugo Foscolo (1778-1827), Giacomo Leopardi (1798-1837), Lorenzo Lippi (1440-1485), Niccolò Machiavelli (1469-1527) e Alessandro Manzoni (1785-1873). Pittori e scultori come Sandro Botticelli (1444-1510), Michelangelo Buonarroti (1475-1563), Leonardo Da Vinci (1452-1519), Giotto (1266-1337), Rosso Fiorentino (1494-1540) e Spinello Aretino (1318-1410), quest’ultimo autore di gran parte degli affreschi nell’oratorio di Santa Caterina a Rimezzano. E poi scienziati e inventori come Galileo Galilei (1564-1642), Alessandro Volta (1745-1827) e Antonio Meucci (1808-1889); un musicista come don Lorenzo Perosi (1872-1956) e infine due membri eminenti della famiglia dell’Antella o Antellesi: san Manetto (1203-1268), uno dei Sette Santi fiorentini fondatori dell’ordine dei Serviti, e Simone “degli Antelli” (sic), uomo di governo, ambasciatore, nonché apprezzato poeta nella Firenze del Trecento.

Santa Caterina a RimezzanoGli affreschi di Spinello Aretino nell’oratorio di Santa Caterina a Rimezzano: la volta con i Quattro Evangelisti e un particolare dalla Conversione della Santa (Foto Wikimedia Commons).

Un corposo gruppo di strade sono intitolate ai patrioti del Risorgimento, quali i Fratelli Bandiera (Attilio, 1810-1844 e Emilio, 1819-1844), Nino Bixio (1821-1873), Carlo Cattaneo (1801-1869), Giuseppe Garibaldi (1807-1882), Antonio Labriola (1804-1878), Giuseppe Mazzini (1805-1872), Carlo Pisacane (1818-1857). La piazza di Grassina, invece, porta un nome “fuori categoria”, quello di un re d’Italia: Umberto I di Savoia (1844-1900), che resta nella storia per essere stato colpito a morte a Monza dalla pistola dell’anarchico pratese Gaetano Bresci, il quale da parte sua ha una via dedicata nella sua città d’origine. È degno di nota il fatto che a Bagno a Ripoli nei primi decenni del XX secolo si chiamava piazza Umberto I lo slargo all’inizio di via Fratelli Orsi, in mezzo al quale torreggiava il busto del sovrano, opera di Concesso Barca. Quando nel 1928 Grassina venne interamente aggregata a Bagno a Ripoli (in precedenza la parte al di là dell’Ema faceva parte del soppresso comune del Galluzzo), esistendo anche lì una piazza omonima, quella del capoluogo venne soppressa.

Piazza Umberto I a Bagno a RipoliPiazza Umberto I a Bagno a Ripoli in una cartolina dei primi del Novecento (cartolina d’epoca dal volume “Firenze fuori porta” di A. e F. Petrioli).

Piuttosto nutrito anche il gruppo di strade intitolate a politici, intellettuali e sindacalisti della prima metà del Novecento, la maggior parte dei quali vittime o perseguitati dal regime Fascista. Tra questi troviamo Spartaco Lavagnini (1899-1921), don Giovanni Minzoni (1885-1923), Giacomo Matteotti (1885-1924), Giovanni Amendola (1886-1926), Pietro Gobetti (1901-1926), Filippo Turati (1857-1932), Antonio Gramsci (1891-1937), Guido Miglioli (1879–1954), Ruggero Grieco (1893-1955, che nello stradario ufficiale viene erroneamente riportato come Tommaso) e Gaetano Salvemini (1873-1957). In questo stesso arco temporale sono da includere Nicola Sacco (1897-1927) e Bartolomeo Vanzetti (1888-1927), anarchici emigrati in America, dove per un palese errore giudiziario furono condannati alla sedia elettrica per omicidio. E poi Anna Kulishoff (1855-1925), russa di origine ma naturalizzata italiana, prototipo di donna emancipata per la professione di medico e il suo impegno in politica. Scoprì l’origine batterica delle febbri puerperali, causa primaria delle morti post partum, e fin dal 1908 si batté per il diritto al voto delle donne, obbiettivo che sarà raggiunto solo nel 1946.

Anna Kulishoff, Giacomo Matteotti e Antonio GramsciAnna Kulishoff ritratta a Firenze in una foto di Mario Nunes Vais (1908); Giacomo Matteotti e Antonio Gramsci, perseguitati e vittime del regime fascista.

Non meno numerose le strade intitolate ai personaggi del Dopoguerra, in gran parte uomini di stato e sindacalisti. Li citiamo così, semplicemente in ordine alfabetico, con minime annotazioni. Per chi vorrà, sarà facile trovare approfondimenti. Abebe Bikila (1932-1973) maratoneta etiope, campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 e Tokyo 1964; Giacomo Brodolini (1920-1969) sindacalista e politico Psi (*); Pietro Calamandrei (1889-1956) giurista e politico Pda-Psi; Salvatore Carnevale (1923-1955) sindacalista e politico Psi, vittima di un agguato mafioso; Luigi Dallapiccola (1904-1975) musicista, compositore e pianista; Enrico De Nicola (1877-1962) primo Presidente della Repubblica Italiana; Giuseppe Di Vittorio (1892-1957) sindacalista e politico Pci; Achille Grandi (1883-1946) sindacalista e politico Dc; Ugo La Malfa (1903-1979) politico Pri; Luigi Longo (1900-1980) politico Pci; don Lorenzo Milani (1923-1967) sacerdote, scrittore, docente, educatore; Aldo Moro (1916-1978) politico Dc, vittima del terrorismo; Pietro Nenni (1891-1980) politico Psi; Ferruccio Parri (1890-1981) politico Pda-Pri; Sandro Pertini (1896-1990) politico Psi e Presidente della Repubblica; Palmiro Togliatti (1893-1964) politico Pci; Adone Zoli (1887-1960) politico Dc. Tra questi nomi spicca per la sua assenza quello di Enrico Berlinguer, fortemente legato al periodo in cui a Bagno a Ripoli il suo Pci raccoglieva oltre il sessanta per cento dei consensi.

don Lorenzo Milani, Aldo Moro e Sandro PertiniDa sinistra: don Lorenzo Milani, Aldo Moro e Sandro Pertini, protagonisti della vita sociale e politica del secondo dopoguerra.

Concludo questa seconda parte con le strade intitolate a date storiche; nel territorio ripolese se ne contano sei. Seguendo l’ordine del calendario troviamo: 8 Marzo, Festa della Donna; 25 Aprile, che ricorda la proclamazione della Liberazione d’Italia, nel 1944; 1° Maggio, Festa del Lavoro; 2 Giugno, proclamazione della Repubblica, a seguito del referendum istituzionale del 1946; 4 Agosto, Liberazione di Bagno a Ripoli, nel 1944. Includiamo infine in questa categoria anche piazza della Vittoria, che pur non citando espressamente la data fa riferimento al 4 Novembre 1918, giorno in cui entrò in vigore l’armistizio della Prima Guerra Mondiale. In questa piazza ha sede il municipio di Bagno a Ripoli, costruito alla fine degli anni Venti dalla ditta Giani di Grassina e inaugurato nel 1931. In precedenza la sede municipale si trovava al Bandino, presso villa Bandini (oggi sede del Quartiere 3). Ma in seguito al Regio Decreto n. 2562 del 1 novembre 1928 il confine comunale con Firenze arretrò da via Erbosa al limite attuale, costringendo l’amministrazione comunale a porre rimedio al fatto di trovarsi con il municipio nel territorio di un comune limitrofo. {jathumbnail off}

Michele Turchi

Il municipio di Bagno a RipoliIl municipio di Bagno a Ripoli, in piazza della Vittoria, inaugurato nel 1931.

(*) Sigle dei partiti politici della Prima Repubblica: Dc = Democrazia Cristiana; Pci = Partito Comunista; Pda = Partito d’Azione; Pri = Partito Repubblicano; Psi = Partito Socialista.

- Un ringraziamento a particolare a Roberto Baldini, determinante per l’identificazione di alcuni dei personaggi qui recensiti.

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ODONOMASTICA: LE STRADE DEL COMUNE DI BAGNO A RIPOLI

PARTE 1 – Non tutte le strade portano a Roma...

PARTE 2 – Poeti, pittori, qualche santo... e tanti politici

PARTE 3 – Le strade della Resistenza

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