BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Pubblichiamo in anteprima le note introduttive e il sommario del nuovo volume, il quinto, della serie “Storie di un paese” che Michele Turchi cura dal 1994 col sottotitolo «Indagine sul territorio di Osteria Nuova». La presentazione è prevista nel pomeriggio di sabato 22 p.v. presso l’Ospedale del Bigallo. 
 
A Firenze facevo i’ trippaio, / mi successe un grossissimo guaio: / la mi’ moglie, una donna piacente, / dava via la trippa per niente. "La bibbia della trippa", un libro curioso e intrigante da un grassinese doc, Roberto Baldini.
 
Conosci lo stemma del tuo Comune? Conosci le origini e il significato delle figure che lo compongono? Pensi che sia rimasto immutato nel tempo? Venerdì 2 ottobre 2015, ore 17, presso il Municipio sarà presentato il primo quaderno della collana Scritti Ripolesi.
 
Tutto scorre. Anche uno stemma conosce nel tempo trasformazioni di cui oggi è difficile capire l’origine e la causa. Ci ha provato Michele Turchi, a proposito dell’insegna di Bagno a Ripoli.
 
«D’azzurro, al leone d’oro, impugnante con le branche anteriori un mazzo di cinque fiori di rosso, gambuti e fogliati di verde...». Bagno a Ripoli, come quasi tutti i Comuni italiani, ha un proprio emblema e un proprio gonfalone. Ma qual'è la sua origine?
 
Franco Fantechi, studioso ripolese, ha presentato lo scorso 20 giugno, al Cinema Colonna di Firenze, la propria ricerca sulla Paganini, motonave naufragata nel giugno del 1940. Relatori il Gen. Rocco Viglietta, 11° Presidente dell’A.n.Art.I. ed il Col. a. Antonino Zarcone, già Capo dell’Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito.
 
A distanza di quattro anni dal primo volume, torna “Scritti Ripolesi”, che raccoglie i contributi di dodici autori, incentrati sul territorio di Bagno a Ripoli, descritto sotto diversi aspetti. Presentazione lunedì 8 giugno alle 17,30, oratorio di Santa Caterina a Rimezzano.
 
Giovedì 28 maggio 2015, alle 17, presso la Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli, a Ponte a Niccheri, varrà presentata l'edizione del volume di Luigi Torrigiani 'La Contrada di San Donnino a Villamagna'.
 
In occasione del centenario della Prima guerra mondiale, Michele Turchi ricorda la storia di Giuseppe Manetti, contadino di Villamagna, che dal fronte scrive un diario sulla maledetta guerra: "Non è questione di morire..."
 
Durante la sua lunga permanenza a Bagno a Ripoli come segretario comunale, Luigi Torrigiani conobbe molto bene il territorio, la gente e le attività che ogni giorno vi si svolgevano. Intraprese così una colossale opera di descrizione del comune “nei suoi tre aspetti civile, religioso e topografico”.
 
Foderi, foderatori e porte foderaie sono tre parole ormai scomparse dal parlare comune, legate alla fluitazione dei tronchi d’albero, e a cui è dedicato l'ultimo libro di Massimo Casprini e Antonio Gabbrielli. Presentazione martedì 3 febbraio 2015, alle ore 17,30, presso la libreria Salvemini a Firenze.
 
Quasi cento anni di storia raccontati attraverso le immagini personali di più di 60 famiglie, un album fotografico di Grassina nel tempo.
 
Quasi cento anni di storia raccontati attraverso le immagini personali di più di 60 famiglie, un album fotografico di Grassina nel tempo.
 
In occasione della presentazione del quarto volume di “Storie di un paese. Indagine sul territorio di Osteria Nuova" (venerdì 28 novembre 2014, alle ore 21:30, presso il Teatro Storico di Osteria Nuova), Michele Turchi ha intervistato Michele Turchi…
 
E’ il libro che Giglio Amico pubblica per il prossimo Natale per celebrare il centenario della nascita del nostro campione. Si tratta di un libro strenna, di elevato contenuto, significato e pregio, di 240 pagine con ampia iconografia. L’intero ricavato dell’iniziativa va a sostegno di chi ha davvero di meno su ogni piano.
 
"Maledetta guerra" è il diario di un contadino di Bagno a Ripoli al fronte, una persona che all'epoca non sapeva leggere né scrivere e si faceva aiutare dai suoi commilitoni per mandare le lettere a casa. Da queste è nato un bellissimo libro.
 
«Gli Alleati avanzavano, il cielo era continuamente attraversato da piccoli ricognitori che rilevavano il terreno e gli spostamenti delle truppe nemiche tanto è vero che l'esercito tedesco si spostava solamente di notte, proprio per sottrarsi alla ricognizione aerea.»
 
La chiesa di San Michele a Compiobbi si trovava un tempo in riva destra d'Arno? Come era fatto l’antico ponte “de’ fiesolani”, che in epoca romana univa Candeli e Girone? Chi erano i Compiobbesi, originari del castello di Montauto, nei pressi delle Case di San Romolo? E come sarebbe la valle dell'Arno se nel 1558 si fosse realizzata una diga a Vallina per preservare Firenze dalle alluvioni?
 
«Il 3 giugno 1944 era sabato ed avevo ritirato dal Comitato dei volantini di propaganda da distribuire alla popolazione. Il tempo era piovoso e pensai di rimandare la consegna al giorno dopo, ma per stanchezza e distrazione riposi quel materiale, anziché nel solito posto sicuro dove mettevo le cose politicamente compromettenti, in una cassettina che tenevo sotto il letto.»
 
«Ventitré anni di fascismo avevano distrutto le basi della democrazia e prodotto paura e assuefazione a quella cultura; l'opposizione era stata combattuta con il carcere e con il confino, quando non era stata l'emigrazione a fornire l'unica possibilità di sopravvivenza agli oppositori.