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L’imperatore Carlomagno in tarda età s’innamorò d’una ragazza tedesca. I baroni della corte erano molto preoccupati vedendo che il sovrano, tutto preso dalla sua brama amorosa, e dimentico della dignità regale trascurava gli affari dell’Impero. Quando improvvisamente la ragazza morì, i dignitari trassero un respiro di sollievo, ma per poco: perché l’amore di Carlomagno non morì con lei. L’imperatore, fatto portare il cadavere imbalsamato nella sua stanza, non voleva staccarsene. L’arcivescovo Turpino, spaventato da questa macabra passione, sospettò un incantesimo e volle esaminare il cadavere. Nascosto sotto la lingua morta, egli trovò un anello con una pietra preziosa. Dal momento in cui l’anello fu nelle mani di Turpino, Carlomagno s’affrettò a far seppellire il cadavere, e riversò il suo amore sulla persona dell’arcivescovo. Turpino, per sfuggire a quell’imbarazzante situazione gettò l’anello nel lago di Costanza. Carlomagno s’innamorò del lago e non volle più allontanarsi dalle sue rive. 

La storia, non potrebbe essere diversamente, arriva da un libro di magia*. Narra dello stesso sortilegio che ancora oggi incanta chi vive o anche solo attraversa il territorio di Bagno a Ripoli. E al proposito, il compito che ci siamo dati non è di trovare l’anello, ma di lasciarlo ben nascosto in fondo al lago. Non dobbiamo dare per scontato infatti che la magia durerà per sempre. Un deposito di terre di scavo oggi, un parcheggio scambiatore domani, una svendita all’asta di una tenuta o l'abbandono di una gualchiera potrebbero lentamente spezzare l’incantesimo, nel silenzio dei molti. 

L’erosione della bellezza – offesa dalla malapolitica e da uomini minimi, sepolta nell’indifferenza e nell’abitudine, nella sempre maggiore incapacità di riconoscerla – sta consumando infatti anche la nostra capacità di indignarsi e ribellarsi. Come ha scritto James Hillman, «se i popoli si accorgessero del loro bisogno di bellezza, scoppierebbe la rivoluzione».**

Bath on the River – Storie e politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

 

 BATH ON THE RIVER

 

* Scrive Italo Calvino di aver letto la storia in un quaderno d’appunti di Barbey d’Aurevilly, scrittore francese, il quale l’aveva «tratta da un libro sulla magia».

** James Hillman, La politica della bellezza, 2010.

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