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Viadotto di Vallina: tanti i cittadini e le associazioni per salvare la valle dell'Arno

Una petizione al Governatore della Toscana Enrico Rossi perché ascolti le obiezioni espresse dalla Soprintendenza, e la presentazione di Osservazioni al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, sono le prime azioni messe in campo per cambiare il progetto del viadotto e salvare la valle dell’Arno.

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Giovedì 30 marzo, in una affollata conferenza stampa, Italia Nostra, la Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, l’Associazione Valdisieve, l’Associazione Vivere in Valdisieve, il Comitato Padulevillamagnasentilellecedri, il Comitato il Mulinaccio, la lista civica Per una Cittadinanza Attiva – Bagno a Ripoli,  il Movimento Cinque Stelle - Bagno a Ripoli e tanti cittadini hanno espresso contrarietà assoluta al Progetto “S.S. 67 ‘Tosco-Romagnola’. Variante dell'abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull'Arno e riclassificazione della S.P. 34” - Proponente ANAS Spa (progetto sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale presso la Regione). QUI i dettagli del progetto.

Due le motivazioni espresse: 1) l’idea che il progetto sia totalmente incompatibile con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche della zona interessata ed abbia un impatto ambientale devastante anche in un’area più vasta rispetto a quella considerata; 2) l’incapacità dell’opera a risolvere i problemi di mobilità della direttrice Pontassieve - Firenze, che invece potrebbero trovare soluzione nel potenziamento del trasporto ferroviario, alternativa questa ritenuta seriamente percorribile e di minore impatto ambientale. 

 

L’impatto ambientale e l’incongruità con il previsto Parco fluviale

Siamo in presenza – dichiarano comitati e associazioni – di aree di pregio paesaggistico e di delicato equilibrio idrogeologico, occupate da argini, vegetazione ripariale e campi ad uso agrario, punteggiate di architetture storiche e di beni archeologici, e con previsione di costituzione del Parco fluviale dell’Arno. Aree non a caso sottoposte a protezione paesaggistica e naturalistica, nonché di zona di interesse storico-artistico, oltre che a vincolo idrogeologico: vincoli derivanti da leggi statali e da prescrizioni urbanistiche regionali, provinciali e comunali, da fare apparire aberrante il fatto che sia possibile, da parte delle Pubbliche Istituzioni, non osservarle.

Sia la Soprintendenza per i Beni Architettonici (pareri del 16/09/2009, 09/03/2010 e 06/04/2010) sia la Direzione Ambiente della Provincia (atto dirigenziale del 09/04/2000) hanno richiesto infatti studi approfonditi sulle motivazioni sottendenti le scelte progettuali e sull’impatto dell’opera. Anche il Comune di Bagno a Ripoli, con atti in data 08/03/2010 e 06/04/2015, ha espresso riserve in merito alla situazione dell’immobile storico Il Mulinaccio e sulle rotatorie situate in aree di esondazione del fiume Arno.

Preoccupazioni sono state espresse anche per gli effetti su aree diverse da quella direttamente interessata dal progetto: “la nuova infrastruttura convoglierà migliaia di auto in più su Viale Europa, Viale Giannotti, via di Villamagna e la Nave a Rovezzano, andando inevitabilmente ad aggravare una situazione già di per sé fortemente compromessa con aumento dell’inquinamento acustico ed atmosferico e dei tempi di percorrenza su tutta la direttrice, e con riflessi negativi sulla qualità della vita.” 

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La mobilità

Il progetto, inoltre, è stato criticato perché non risolverebbe il problema della mobilità della direttrice Firenze-Pontassieve, “ma lo sposta di pochi chilometri, da Vallina a Candeli, dove le infrastrutture sono già al limite delle loro capacità e, dunque, assolutamente non adeguate a ricevere ulteriori flussi di traffico.” Sul Viale Europa inoltre è stato messo in evidenza come il futuro arrivo della tramvia lascerà una sola corsia per senso di marcia.

“Con semplici interventi – è la proposta delle associazioni –, sicuramente meno impattanti dell’opera di cui si discute, sulla ferrovia Firenze-Pontassieve potrebbe essere istituito un servizio di trasporto su rotaia di tipo metropolitano, con convogli aventi una frequenza di almeno quindici minuti, che – grazie anche alla costruzione di passerelle ciclopedonali e nuove stazioni ad Ellera e Girone – potrebbe assorbire una buona parte del traffico automobilistico.” 

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A QUESTO LINK è possibile sostenere la petizione "Doppio ponte di Vallina: per un progetto sostenibile e compatibile con la Valle dell'Arno" promossa da: Italia Nostra Toscana, WWF Italia – Delegazione toscana, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio (Toscana), Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve, Comitato Padulevillamagnasentilellecedri, Comitato il Mulinaccio, Per una Cittadinanza Attiva – Bagno a Ripoli, Movimento Cinque Stelle – Bagno a Ripoli.

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