Back Sei qui: Home Blog Antonio Massi Defendit numerus. I numeri del Presidente

Defendit numerus. I numeri del Presidente

"Agli adulti piacciono i numeri. Quando raccontate loro di un nuovo amico, non vi chiedono mai le cose importanti. Non vi dicono: «Com'è il suono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Le loro domande sono: «Quanti anni ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Solo allora pensano di conoscerlo." (Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, cap. IV).

I numeri del presidente

Egregio Presidente Enrico Rossi,

grazie per la risposta alle nostre lettere*. Grazie per tutti i numeri di protocollo che ha citato. Defendit numerus** dicevano i latini. Nei numeri c’è sicurezza. Allora qualcuno potremmo citarlo anche noi: 1,5 milioni di metri cubi di terre variamente inquinate, 24 ettari di territorio seppelliti e impermeabilizzati a calce, 1 valle e i suoi fiumi cancellati per sempre.

Comunque grazie, un po’ di numeri di protocollo è proprio quello che ci aspettiamo dalla politica. Il miglior collante contro il distacco progressivo tra rappresentanti e rappresentati. Se in questi giorni, dopo le recenti elezioni amministrative, ha guardato i numeri in discesa del PD, avrà senz’altro arricciato il naso davanti a movimenti e liste civiche che invece accrescono i propri numeri. Mi permetto di suggerirle un’analisi (non matematica) del loro successo: la capacità di fare politica sul territorio insieme ai cittadini, senza rottamare le sezioni locali con dei comitati elettorali di fedelissimi, “il cui unico scopo è usare la politica per spartire poltrone, chiedendo di fatto ad elettori e simpatizzanti la firma di cambiali in bianco”

Dovrebbe dirlo anche al suo compagno-avversario di partito, al Matteino, così preso dalla nuova religione del “fare”, dell’”innovare”, del “cambiare”, valori assoluti che non lasciano nessuno spazio ad un confronto sui contenuti, sugli effetti che questi cambiamenti hanno sulla società e sulle persone. Solo Sì al referendum costituzionale, sempre Sì alle grandi opere...  Per la verità, nella lettera che le abbiamo inviato, non avevamo messo in dubbio l’utilità della terza corsia A1 da Firenze Sud ad Incisa. Non so perché Lei si è premurato di darne conto. Excusatio non petita, accusatio manifesta? Non avrà invero Lei dei dubbi? Glielo chiedo perché so che sono tempi di ripensamenti per il PD. Mi riferisco certo alle vicende del tunnel TAV di Firenze, forse anche all’inceneritore della piana ora che a Sesto c’è un nuovo governo...

Se posso, le esprimo la mia opinione sulle grandi opere. Non è che non si debbano fare. È che, come le piccole, vanno fatte bene. Insomma, con buona pace per Renzi, “fare” non basta. Nel 1964 fu inaugurata l’Autostrada del Sole. 755 chilometri per unire l’Italia da Milano a Napoli, costo 272 miliardi di lire. Fu consegnata, senza aumenti di prezzi, con 3 mesi di anticipo e divenne il simbolo del boom economico. Non la stessa cosa si può dire – qualche esempio tra i tanti – del G8 alla Maddalena (300 milioni di euro gettati al vento), degli impianti sportivi di Tor Vergata a Roma per i mondiali di nuoto (200 milioni), di 3 condoni edilizi in 20 anni (1985, 1994, 2004) e numerose deroghe ai vincoli ambientali che hanno stravolto l’Italia senza portare nessuna ricchezza, ma solo una miriade di interventi realizzati senza un organico progetto del territorio. Luoghi che non sono l’espressione del progetto di una comunità, ma la somma di volontà private e di interessi privati. Come QUESTO progetto per la terza corsia A1.

Stasera Lei sarà alla Festa dell’Unità di Mondeggi. Non so se verrò. Francamente di numeri forse buoni solo per giocare al Lotto ne ho abbastanza. Avrei voluto giocarmi il 30/2015, il numero della Legge Regionale Toscana (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale) che per tutelare alcune specie animali, come ad esempio il granchio di fiume (Potamon fluviatile), vieta “il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo”. Ma mi sembra che ve lo siate già giocato quel numero e quella legge, così come – nella speranza di rimpolpare le casse regionali e di coprire le vostre incertezze amministrative – vi state giocando il governo del territorio della Toscana e di tanta parte del suo patrimonio storico architettonico (come la vicina Fattoria di Mondeggi, proprietà della ex-Provincia, è vero, ma non andrei tanto per il sottile). 

A.M.

 


NOTE

* QUI è possibile leggere la risposta che Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha inviato ai tanti cittadini che nei giorni scorsi gli avevano scritto per chiedere una rivalutazione del progetto per la Terza Corsia A1 da Firenze Sud ad Incisa. A questo link, invece, la lettera scritta dai cittadini.

** sed illos / defendit numerus iunctaeque umbone phalanges. Giovenale, Satire II, 46 (“Ma li difende il numero, e le falangi compattate dagli scudi”).

Articoli correlati
Se non piove, tira vento

Piove acqua in Piemonte, esondano fiumi e torrenti. Piovono Esposti e Interrogazioni parlamentari sull’Isone, tracima la pazienza dei cittadini.       

Un Caterpillar nella vigna

Michele Turchi ripercorre i giorni della costruzione dell'Autostrada del Sole. Tempi di progresso, di grandi cambiamenti che portavano con sé l'amarezza per una vita, una terra o una casa che se ne andavano.

Il Comune

Bagno a Ripoli Stemma
Il Comune di
Bagno a Ripoli

Osteria Nuova

Storie di un paese
Storie
di un paese

Compihobby

Compihobby
Archivio del
tempo che passa

Rignano

Rignano archivio
Archivio del
tempo che passa

SIRA

marchio sira
Toponomastica
delle località

Bath on the River utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. I cookie non registrano alcuna informazione personale sull'utente, ed eventuali dati identificabili non verranno memorizzati.