Back Sei qui: Home Arte e Storia Categorie Uomini e Società Bianca Cappello, la signora del Palio

Bianca Cappello, la signora del Palio

Sono molte le località toscane – non solo toscane, beninteso – che ogni anno perpetuano, spesso in concomitanza dei festeggiamenti del santo patrono, tradizioni ludiche che affondano le radici in epoche lontane. Questo tipo di manifestazioni (giostre, quintane, tornei cavallereschi, carriere a cavallo) in genere fanno riferimento a un particolare avvenimento o periodo storico, attorno al quale ruota tutta la messa in scena in costume d’epoca, che culmina in un fastoso corteo.

Bianca 3
Nel corso del XX secolo i cosiddetti giochi storici sono proliferati e anche a Bagno a Ripoli nel 1980 nacque l’idea del Palio e delle Contrade, che in capo a pochi anni si sviluppò con la Giostra della Stella. Il capoluogo ripolese però non aveva un episodio specifico da poter celebrare. Troppa la vicinanza con Firenze per rivendicare una storia autonoma, svincolata da quella della Dominante. La scelta, per certi versi obbligata, fu quella di celebrare questa comunanza con la città, questo esserne in un certo senso parte integrate. Fin dal Trecento il piano e le colline di Ripoli furono una delle aree privilegiate per le cosiddette “case da signore” e, come scriveva il cronista Giovanni Villani, «non v’era cittadino popolano o grande che non avesse edificato o che non edificasse in contado grande e ricca possessione, e abitura molto ricca, e con begli edificii, e molto meglio che in città; e in questo ciascuno ci peccava, e per le disordinate spese erano tenuti matti».

E così una volta scelto il contesto, dovendo stringere ancor più la forbice temporale, ecco che si scelse di rendere omaggio a Bianca Cappello, futura granduchessa, che negli anni Settanta del Cinquecento possedette una villa nei pressi di Candeli. 

Bianca villalatana

Nata a Venezia nel 1548 e discendente da una famiglia patrizia, Bianca Cappello si era infatuata di un giovane fiorentino, Piero Buonaventuri, che aveva fatto credere all’ingenua fanciulla (allora diciassettenne) di essere un membro della potente famiglia dei Salviati, mentre era solo un agente del loro banco nella città lagunare. I due si sposarono in segreto, senza il consenso della famiglia di lei, e fuggirono a Firenze con una taglia sulla testa. 

Pur costretta a una vita misera e lontana dalla società che conta, la bella e giovane veneziana, dai capelli color rosso fuoco e la pelle bianca come la luna, incontrò fortuitamente lo sguardo del Granduca Francesco I, da poco costretto a un matrimonio dinastico con Giovanna d’Austria, che cercava di mascherare sotto le ampie gonne quello che la natura non le aveva dato. Tra i due scoccò una scintilla che ben presto si trasformò in un amore infuocato, del quale l’opinione pubblica venne ben presto a conoscenza. Si narra che perfino in chiesa i due non potessero fare a meno di vagheggiarsi e fissarsi l’un l’altro.

Fu nel corso di questo periodo che Pietro Buonaventuri – che tutta Firenze aveva soprannominato “corna d’oro” per la sua abilità nel saper approfittare della situazione favorevole – acquistò per sé e la moglie villa La Tana, nel popolo di Sant’Andrea a Candeli. È però facile pensare che il pagamento fosse stato fatto grazie alle generose donazioni del futuro granduca Francesco de’ Medici. Era il 24 maggio 1570 e Bianca aveva solo 22 anni. A Candeli venne in villeggiatura fino al 1576, dopo di che la bella villa venne venduta allo spedale di Santa Maria Nuova.

Bianca villalatana vedutaaerea

Nel 1572 però il Buonaventuri era stato misteriosamente accoltellato mentre usciva dalla casa di una delle sue amanti. Sei anni dopo anche Giovanna d’Austria era morta di parto a 31 anni, dopo aver dato alla luce sei femmine e un solo maschio, sopravvissuto solo fino al quinto anno d’età. Rimasto vedovo e senza eredi maschi, Francesco fu a lungo indeciso se sposare la bella Bianca. Per ingraziarsi ulteriormente i favori del Granduca, la donna – che era sterile – aveva messo in scena una finta gravidanza, adottando un neonato destinato allo Spedale degli Innocenti, favorita da una tendenza alla pinguedine che era riuscita a contrabbandare per un “pancione”. Francesco non aveva tardato a riconoscere il bambino, e solo la delazione di una serva riuscì a smascherare l’astuta macchinazione.

Ciò nonostante nel 1579 Francesco sposò Bianca, che quel prestigioso matrimonio aveva fatto riconciliare con la famiglia, anche se il popolo fiorentino continuò a vedere in lei una seduttrice, se non un’usurpatrice. La bella veneziana si dimostrò invece sposa fedele e innamorata del marito, che al dono della bellezza era capace di associare un pronto e acuto ingegno. Francesco del resto era un uomo che alla politica e alla mondanità preferiva la dotta compagnia di uomini di scienza e di lettere. Amava dedicarsi a esperimenti di alchimia (si dice sia stato lui a scoprire il segreto della porcellana, fino ad allora gelosamente custodito dai cinesi) e alla ripulitura di anticaglie etrusche.

Bianca bianca-francescoI

Il loro sincero amore li accomunò perfino nella morte, che li colse nell’ottobre 1587 nella villa di Poggio a Caiano. Francesco, reduce da una cacciata, fu colto da una febbre “terzana” che, sottovalutata e mal curata, lo condusse in breve alla morte. L’ansia e la debolezza fecero ammalare anche Bianca che, saputo del decesso dell’amato marito, gli sopravvisse solo per poche ore. La presenza in villa in quegli stessi giorni del fratello di Francesco, il cardinale Ferdinando che gli succederà col titolo di granduca, mise però in bocca alle malelingue fiorentine il sospetto – più che fondato – che i due fossero stati avvelenati.

Bianca palio

È dunque in onore della bella Bianca che ogni anno, a Bagno a Ripoli, la seconda domenica di settembre si disputa la Giostra della Stella, giunta quest’anno all’edizione numero 38. Al centro del corteo storico in abiti rinascimentali che sfila per le vie del paese, il suo sontuoso costume finemente ricostruito attraverso i ritratti viene fieramente portato da una ragazza della Contrada in cui si trovava la villa che le appartenne. Un costume tanto bello da ottenere numerosi riconoscimenti nei concorsi riservati ai costumi d’epoca: primo premio a Pescia nel 2005 e 2009, e a Faenza nel 2015.

Il ricordo di Bianca Cappello a Bagno a Ripoli è ancora vivo. Più forte dell’arsenico. 

Michele Turchi

 

Vedi anche:

• La Giostra della Stella 

• Il Corteo Storico

• Trenta candeline per la Giostra della Stella

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