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Candeli e dintorni in una 'foto' datata 1450

Un affresco nella sacrestia della chiesa di San Niccolò in Oltrarno, a Firenze, ci mostra una veduta della parte più orientale del Pian di Ripoli, tra l’Arno che si staglia al centro della scena e il colle dell'Incontro sullo sfondo. Nel mezzo Candeli, Rimaggio, Villa La Massa, ...

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Quando si osserva un’opera d’arte, in genere sono i personaggi centrali ad attrarre l’occhio dell’osservatore. Raramente ci si sofferma sul paesaggio di fondo, a meno che non si tratti di un celebrato quadro d’autore come la Monna Lisa di Leonardo, per il quale si sono versati fiumi d’inchiostro. A volte però allargare lo sguardo può riservare delle piacevoli sorprese, utili per la conoscenza del territorio e della storia locale.

Ne è prova concreta l’affresco che si trova nella sacrestia della chiesa di San Niccolò in Oltrarno, a Firenze, attribuito a Piero del Pollaiolo e datato MCCCCL (1450), nel quale viene rappresentata la Vergine che dona il Sacro Cingolo a san Tommaso. Si tratta di una reliquia mariana profondamente venerata a Prato, ma nel nostro caso, più che l’immagine centrale, ci interessa il paesaggio che si vede sullo sfondo. 

La corretta identificazione del panorama dipinto si deve alla recente pubblicazione Là dove Fiesole si specchia in Arno, curata a quattro mani da Berlinghiero Buonarroti e Marco Masini, edita dal Comune di Fiesole in occasione del 50° anniversario dell’alluvione del 1966, ricchissima di documentazione iconografica, per buona parte inedita.

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Osservando il dipinto, l’occhio esperto non fatica a riconoscere la parte più orientale del Pian di Ripoli, con la tipica sagoma dell’Incontro sullo sfondo e l’Arno che si staglia al centro della scena, all’altezza dell’ansa del Girone. Il punto di vista dovrebbe essere sulle pendici del colle di Settignano. La veduta è ricchissima di particolari, tanto da supporre che il pittore abbia rilevato dal vero il panorama, riportandolo poi sulla parete affrescata della sacrestia.  

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L’Arno scorre pigro, distendendosi all’inizio della piana fiorentina dopo il tortuoso percorso incavato tra le colline da Rignano a Girone. Colpisce la presenza di un secondo braccio, un “bisarno”, che qui era intuito ma mai prima documentato, a differenza del ben noto tratto dalla Nave a Rovezzano alla confluenza del torrente Affrico. È documentata anche una “nave”, per traghettare uomini e cose da una sponda all’altra, e nei pressi un’ospedaletto per il ricovero dei viandanti. La scena è animata da due suore in attesa del traghetto e un pellegrino in procinto di raggiungere l’agognato riposo.

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Al centro della sponda ripolese si trova la badia di Candeli, all’epoca dipendente dalla casa madre di Vallombrosa. Nei pressi sono riconoscibili villa La Massa, che fu dei Giraldi e il complesso delle Caselle, con un notevole corpo turrito. Alle falde del colle villa La Tana, all’epoca dei Bucelli, da poco costruita e ancora priva dell’attuale ricchezza architettonica. Più lontane il turrito Biliotto e la chiesa di Vicchio di Rimaggio. Nei pressi del corso del torrente Rimaggio altre due case-torri e un oratorio, identificabile con quello dell’Annunziata presso villa Cedri. Più lontano, sotto il braccio di san Tommaso, si vede un villaggio in posizione rilevata, probabilmente Villamagna. 

Molti altri i particolari che l’occhio può cogliere, rendendo l’affresco importante non solo per la storia dell’arte, ma anche per la documentazione del territorio, per giunta negli anni immediatamente a ridosso del primo Catasto fiorentino (1427). 

Michele Turchi

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Candeli La-dove-Fiesole-si-specchia-in-ArnoBerlinghiero Buonarroti e Marco Masini, Là dove Fiesole si specchia in Arno. Lo scorrere dell’acqua e del tempo a Girone, Anchetta, Compiobbi, Ellera. Con un portfolio di cartoline illustrate della collezione Carlo Benvenuti, Comune di Fiesole, 2016. Per gli interessati: il libro, non commercializzato attraverso la normale distribuzione, è disponibile a offerta libera presso lo studio di Berlinghiero Buonarroti, in Via Calzolari 11 a Compiobbi (tel. 055-6593009) 

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