Back Sei qui: Home Arte e Storia Categorie Economia e Territorio Homeland

Homeland

Pubblichiamo in anteprima le note introduttive e il sommario del nuovo volume, il quinto, della serie “Storie di un paese” che Michele Turchi cura dal 1994 col sottotitolo «Indagine sul territorio di Osteria Nuova». La presentazione è prevista sabato 22 p.v., alle 17,30, presso l’Ospedale del Bigallo.

HOME s-giorgio-a-ruballa
Il dizionario traduce la parola inglese homeland col termine “patria”, che a mio avviso non le rende giustizia. Home è la casa, intesa come intimità domestica, land è la terra. “Terra-madre”, “suolo natìo” sono a mio avviso termini più appropriati. 

Nel maggio 2007 venne organizzato al Bigallo un convegno dedicato all’opera di Luigi Torrigiani, autore di ventuno manoscritti sul territorio di Bagno a Ripoli. Il titolo scelto fu La scienza del luogo natìo. Non per caso.

È trascorso più di un secolo dai suoi tempi lontani, il mondo è cambiato, le notizie non si leggono sui giornali, le lettere non si scrivono con la penna, le fotografie si fanno col telefono, le carrozze non le muovono i cavalli. Ciò nonostante esistono ancora cittadini che, spinti da un senso civico e morale, hanno intrapreso con passione lo studio della loro terra d’origine, ognuno con la propria sensibilità, le proprie competenze. Messi tutti insieme, questi studi vanno a formare le tessere di un vasto mosaico, la cui dimensione – si può dire con un eufemismo – si estende per gran parte degli oltre settemila ettari della superficie del Comune ripolese. 

Di questa piccola comunità del tutto peculiare faccio parte, e a volte rifletto sui motivi che ancora mi spingono a leggere libri di difficile reperibilità, a setacciare archivi, a frequentare convegni per cercare di capire, documentare e quindi trasmettere attraverso pubblicazioni, relazioni, articoli e post su periodici a stampa o in rete le peculiarità del microterritorio cui mi sono fin qui dedicato: Osteria Nuova.

HOME teatro-ex-sms-affresco400Sarà forse perché sono nato e ho vissuto per più di trent’anni tra le mura in filaretto delle Corti a Ruballa, palazzo di campagna trecentesco dei Peruzzi, che un tempo dovette essere grandioso, con saloni affrescati. Ho imparato a leggere, scrivere e far di conto nel cosiddetto Landrone, edificio appartenuto, tra Quattro e Cinquecento, allo scultore Andrea Della Robbia. L’altare di San Quirico a Ruballa, mia chiesa parrocchiale documentata almeno dal 1260, era dominato da una Croce di scuola giottesca che ricorda molto da vicino quella dipinta dal Maestro in Santa Maria Novella. 

Sarà forse perché da Osteria Nuova sono “emigrato”, anche se giusto dall’altra parte del poggio dell’Incontro. Avvezzo alle distese di olivi, ai panorami aperti delle basse colline ripolesi, al rumore sordo e continuo dell’autostrada, ho fatto fatica ad abituarmi al fiume, al rumore forte e improvviso del treno, all’orizzonte chiuso da poggi verdeggianti. Ma più d’ogni altra cosa, mi sono trovato privo di coordinate, in un ambiente per me nuovo. I poderi, le ville, i tabernacoli erano per me come muti: non conoscevo i toponimi minori, non sapevo dove portavano le strade secondarie, chi aveva abitato le ville e le case coloniche, quali opere d’arte nascondessero le chiese e gli oratori. Forse è stato proprio questo silenzio a farmi capire il valore di quello che sapevo sulla mia terra d’origine. Forse non è un caso che proprio da allora abbia cominciato a studiarla con impegno e passione.

Forse. So solo che l’ho fatto, o più esattamente mi è piaciuto farlo. E so anche che l’approfondire lo studio di un territorio così limitato, che comprende due parrocchie e poco più, mi ha sorpreso giorno dopo giorno, fornendomi idee e occasioni per nuove esplorazioni che uno studio più che ventennale e quattro volumi per un totale di quasi settecento pagine non avevano esaurito. 

L’amico Berlinghiero Buonarroti, nella prefazione al precedente volume, suggerisce efficacemente l’immagine di una «tecnica della lasagna». Ogni strato analizzato, consumato e digerito, apre la strada a uno successivo, più profondo, tutto da esplorare.

Il quarto volume non esauriva la lista degli argomenti che avrebbero meritato un approfondimento, lista che nel frattempo s’era allungata, anche grazie alle segnalazioni dei miei ex compaesani che a volte mi hanno chiesto lumi su questioni alle quali avevo dedicato solo poche righe. Molte domande hanno cominciato a frullarmi in testa, e porsi delle domande è il primo passo, fondamentale, per intraprendere un percorso di ricerca. Le risposte però non si trovano sussurrate nel vento, come suggerisce una bella canzone di Bob Dylan. Bisogna andarsela a cercare. E di solito il sentiero è lungo, erto e accidentato, come ammoniva Peter Sinfield nel primo album dei King Crimson. Sì, lo so... ognuno ha i poeti che si merita. 

Michele Turchi

SOMMARIO:

HOME copertina-vol.51. Tracce di Antichità. Com’era il territorio di Ruballa e le colline circostanti al tempo degli Etruschi e dei Romani? Cosa si è conservato? 

2. L’ospedale del Bigallo. Da ospedale a monastero, da civile abitazione a “museo ospitale”. Una storia lunga otto secoli, da Diomidiede di Buonaguida al Terzo Millennio.

3. I Bardi e Pagano di Bardo da Ruballa. Secondo le genealogie tradizionali la famiglia dei Bardi, conti di Vernio, avrebbe avuto origine a Ruballa. È un’ipotesi sostenibile alla luce dei documenti?

4. Di peste e di poesia. Che effetti ha avuto la pestilenza del 1630-1633 nel territorio in oggetto? E chi erano i Pastori Antellesi, che in quegli stessi anni vennero a fare una gita a Ruballa e l’Apparita?

5. La fiera di san Rocco. Fu grazie a un’altra epidemia, quella di colera del 1855, che a Osteria Nuova si cominciò a fare la fiera del bestiame, e per accoglierla fu costruita la piazza. 

6. II borro di San Giorgio. Oggi è un tema d’attualità, a causa degli imminenti lavori per la terza corsia dell’autostrada. Ma com’era la valle quand’era un piccolo universo vivo e vitale?

7. La SMS dell’Osteria Nuova (1901-1959). Il circolo Audace Resistente di Osteria Nuova, erede della Società di Mutuo Soccorso disciolta nel 1959, ha finanziato questi cinque volumi. Era doveroso da parte mia cercare di sdebitarmi con un corposo capitolo che traccia le origini e le vicende del sodalizio.

In coda al volume si trova infine l’indice dei molti argomenti trattati nei cinque volumi, che ne rende più agevole la consultazione. 

Il Comune

Bagno a Ripoli Stemma
Il Comune di
Bagno a Ripoli

Osteria Nuova

Storie di un paese
Storie
di un paese

Compihobby

Compihobby
Archivio del
tempo che passa

Rignano

Rignano archivio
Archivio del
tempo che passa

SIRA

marchio sira
Toponomastica
delle località

Bath on the River utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. I cookie non registrano alcuna informazione personale sull'utente, ed eventuali dati identificabili non verranno memorizzati.